La Sicilia brucia!

Praticamente brucia (ogni anno) buona parte della Sicilia. Io ero a Calampiso il 12 scorso, e posso confermare la gravità della situazione in quella fetta di Riserva dello Zingaro. Oltre 700 persone in fuga verso il mare: unica via di salvezza mentre il fuoco avanzava con i suoi tentacoli terrificanti con una manovra avvolgente (troppo perfetta per essere naturale) non lasciando altre soluzioni che la fuga.

Ho assistito a scene di panico da “Titanic” per salire sui gommoni che ci portavano sulle imbarcazioni all’ancora appena davanti la spiaggetta dove eravamo concentrati. Solo l’ottima organizzazione ed il coordinamento dei soccorsi ha evitato il peggio.

Devo premettere, essendo per natura critico considerato il mio ruolo, che la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione. Nel volgere di 15 minuti (quando lo scirocco ha iniziato a soffiare mandandoci addosso le fiamme) siamo stati tempestivamente avvisati dai meravigliosi ragazzi dell’organizzazione, di lasciare immediatamente gli appartamenti e di spostare verso i posteggi più vicini al mare le auto parcheggiate (il rischio che bruciassero oltre 400 macchine era più che concreto vista la foltissima vegetazione presente nel villaggio).

Mentre si scendeva verso il mare già al largo si vedevano giungere le prime barche di soccorso. Immediatamente iniziava il trasferimento con i gommoni alle imbarcazioni in un clima di grande paura ma incoraggiati dalla grande solidarietà che solo la gente di mare può esprimere a livelli così elevati.

L’accoglienza al porto di San Vito prima ed il trasporto nelle due scuole del Paese è stato velocissimo e ben organizzato. Già allo sbarco erano presenti ambulanze, mezzi della Polizia Comunale, dei Carabinieri e della Protezione Civile con generi di primo conforto pronti.

Durante la permanenza alle scuole non è mai mancato nulla. Acqua, cibo, informazioni, massima disponibilità da parte di tutti ed in particolare di una squadra di Carabinieri comandata da un giovanissimo Capitano che ha onorato l’Arma impartendo disposizioni precise ed intelligenti.

Un grandissimo ringraziamento a tutti gli operatori del Comune di San Vito Lo Capo ad iniziare dal Sindaco. Davvero non si poteva pretendere di più.

 

Le note dolenti…
E’ ancora sopportabile che una Regione come la Sicilia che alimenta il suo Pil grazie alla fortuna di possedere una stupenda natura che, malgrado gli attacchi criminali di un pugno di mascalzoni (e se ci fosse anche la mano terroristica? Distruggere l’ambiente non è come distruggere donne e uomini che la vivono?) sopravvive conservando (parte) del suo splendore, non si doti di una possente flotta aerea per intervenire con maggiore tempestività sui luoghi degli incendi?

Il ragionamento è molto semplice (semplicistico?) come è semplice la soluzione. Basterebbe tagliare gli sprechi (a cominciare dal costo di affitto degli stessi Canadair) ed acquistare gli arei e gli elicotteri per utilizzarli innanzitutto in Sicilia e per la Sicilia. Nessuna polemica politica sia ben chiaro, ma nel prossimo bilancio della Regione Siciliana devono essere previsti i fondi per iniziare l’acquisto dei mezzi con piani ultrannuali. Ovviamente anche le altre regioni devono possedere flotte aeree per sopperire alle esigenze oramai stagionali.

 

LE PROPOSTE DI ADOC SICILIA:

  • Sottoscrizione “UN ALBERO PER CALAMPISO”. Inviteremo la Regione Siciliana, il Comune di San Vito Lo Capo e di Palermo, (l’80% dei frequentatori di Calampiso sono Palermitani), la Presidenza di Calampiso SpA, e quanti altri volessero partecipare, a donare un alberello da piantare in quella parte della Riserva dello Zingaro distrutta dalle fiamme;
  • PIROMANI: Raccolta di firme per chiedere al Parlamento Nazionale l’elevazione cospicua delle pene per i piromani (chi distrugge la natura è un criminale e come tale deve essere trattato);
  • Impegnare il Governo e l’A.R.S. a risolvere definitivamente la questione degli incarichi stagionali per la prevenzione degli incendi (siamo tutti stufi di sentir dire, senza alcuna prova concreta, che sono gli stessi operai ad appiccare i fuochi per farsi assumere);
  • Dotare il Corpo dei VV.FF. dei mezzi sufficienti (ieri un ospite di Calampiso mi raccontava che il figlio- Vigile del Fuoco – si lamentava per i continui guasti ai mezzi (vetusti) ai quali, spesso, manca pure la benzina…
  • Coinvolgere l’Esercito per il presidio delle aree a rischio soprattutto durante le stagioni calde insieme all’Arma dei Carabinieri.

E le risorse?
Le risorse ci sono, basta cercarle. E certamente vanno trovate tagliando i “rami secchi” delle spese che non siano per gli investimenti. La Sicilia è una Regione turistica, agroalimentare, culturale, monumentale, paesaggistica, un insieme di eccellenze che fornisce lavoro e benessere a centinaia di migliaia di persone. Non possiamo ancora consentire la distruzione scientifica e organizzata (smettiamola di pensare che gli autori degli incendi siano persone disturbate mentali o…distratte) di ciò che rappresenta il vero patrimonio dell’Isola. Qui c’è un piano preciso: “Distruggere l’ambiente per distruggere l’economia!” Per deviare i corposi flussi turistici, oggi indirizzati verso la tranquilla Sicilia, in altre zone penalizzate da fatti contingenti. Magari non sarà terrorismo, ma piani studiati certamente si! Cari Amici, io, ed altre 700 persone, abbiamo visto come erano disposti i focolai. Era un preciso scientifico accerchiamento in punti studiati per rendere quasi impossibile l’intervento di spegnimento (aereo e terreste).

 

Luigi Ciotta
Segretario Nazionale
Presidente Adoc Sicilia

 

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